Perché il navigatore ha sbagliato strada?

Lo scorso weekend mi trovavo in Trentino, Dolomiti, piccolo paese di poche anime. Volendo ricercare qualche eccellenza culinaria,

Lo scorso weekend mi trovavo in Trentino, Dolomiti, piccolo paese di poche anime. Volendo ricercare qualche eccellenza culinaria, mi sono affidato a TripAdvisor, che mi ha individuato subito un’ottima scelta, a poche centinaia di metri dal mio hotel… O almeno così credevo. Sì, perché aprendo la navigazione su TripAdvisor mi sono trovato in un benzinaio! Solo cercando lo stesso ristorante su Google, ed attivando la navigazione tramite Google Maps sono riuscito ad arrivare al ristorante (7 km più distante!): meno male però, perché ne è valsa la pena!

Partiamo da un concetto generale: se voglio conoscere con esattezza la geolocalizzazione di un indirizzo, ho bisogno di conoscere almeno le coordinate spaziali. Questo è un concetto che abbiamo imparato a scuola, i valori di ascisse e ordinate individuano la distribuzione dei punti sul piano cartesiano. Eppure è un concetto talmente scontato che lo dimentichiamo quando, per esempio, il navigatore dell’auto ci porta da tutt’altra parte (soprattutto quando siamo già in ritardo per un appuntamento!).
Georeferenziare un indirizzo significa certificare la sua esistenza e certificarla lì, in quel punto esatto sulla mappa. Chiunque potrebbe banalizzare la questione esclamando “ma ci sono i servizi di geocoding di Google!” dimenticando però alcuni limiti di licenza che le grosse società (come quelle che producono navigatori per esempio) non possono ignorare.

Quello che è successo a me è solo un esempio di come anche un eccellente servizio B2C come TripAdvisor a volte possa cadere su una cosa apparentemente banale come la geolocalizzazione delle attività registrate. È importante appoggiare il proprio sistema di navigazione su dei dati sicuri, e soprattutto sempre aggiornati. Periodicamente infatti, solo sul suolo italiano sono centinaia i cambi di CAP che periodicamente stravolgono la mappatura e la geocodifica di alcuni indirizzi. Da qui si capisce quanto lavoro venga svolto dietro le quinte, quando si va a gestire in maniera professionale un database anagrafico di indirizzi. Queste fasi di lavoro, in cui i dati vengono collegati al territorio, prendono il nome di georeferenziazione e geocodifica e sono attività periodiche che evidenziano la qualità dei dati di un determinato database.
Normalizzazione e deduplica dei dati vengono solitamente affiancate a questo lavoro di geocodifica, per offrire una qualità dei dati pressoché perfetta.

Affidarsi ad una geocodifica degli indirizzi costantemente aggiornata deve essere un punto di forza di una qualsiasi idea di business e di una qualsiasi attività di geomarketing: alla base deve esistere il collegamento corretto delle informazioni nominative e territoriali (aggiornate!) ad una cartografia.

Mainlab opera da anni con grandi aziende per garantire la qualità dei dati e la certificazione delle informazioni territoriali.

Potete approfondire l’argomento leggendo la sezione del nostro sito dedicata all’anagrafica centralizzata.

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